LA SPERANZA, VIRTU’ BAMBINA E IL CAMMINO SINODALE

A Romena abbiamo respirato aria di Chiesa in uscita in sintonia con Papa Francesco e con il cammino sinodale in atto  :  ascolto, amicizia, novità, semplicità, accoglienza.

Padre Ermes Ronchi ha veramente toccato corde fondamentali per le persone che cercano, senza pregiudizio , un senso agli avvenimenti della propria vita, tanto più in questo momento storico in cui il mondo appare pieno di rischi, di pessimismo, di conflitti.

“ il serpente aveva ragione  “ la risposta è no ! perché agli inizi Dio vide che il mondo e l’umanità che aveva creato era cosa buona.   Il bene è  “ presbitero “ nel mondo, non il male.

La fede dice al nostro cuore e alla nostra mente che c’è Qualcuno che sa tenere la corda della nostra vita, che la tiene sicura.  Ma la Speranza, virtù bambina, tra due sorelle maggiori ( Fede e Carità) va coltivata, è il presente del futuro, forse è lei che tira le altre due…

In questo periodo storico il rischio è di vedere, come i servi della parabola, solo il pericolo della zizzania che cresce in mezzo al grano.  Gesù invece si fissa sul futuro, sul buon grano che arriverà. La zizzania non vincerà perché il male non è “originario”  ma secondario !

Quindi anche il centro delle preoccupazioni pastorali sia il positivo, l’attenzione al buon grano perché la vita non è assurda e contiene almeno tre motivi di Speranza :

  • Ha un orientamento positivo voluto da Dio
  • La vita è un miracolo
  • La vita ha in sé l’eternità, durerà per sempre

Gesù ci invita a credere nel Vangelo più di quello che vediamo realizzarsi di esso, perché la Speranza alza la sua fiaccola nel buio, si esprime nel cuore del peggio.

E cosa c’è di peggio che il nostro impatto con la morte di un figlio, di un coniuge, di un amico…??

E’ per questo che CREDO LA VITA ETERNA, percorso diocesano rivolto alle persone in lutto, ha voluto fare il pellegrinaggio annuale ( un bel gruppo di 36 persone) alla Fraternità di Romena per incontrare la fiaccola della Speranza, abbandonando ,per quanto possibile, il rischio di leggere la propria vita con la lente del passato e aprendo il cammino per indossare la lente del futuro, per ascoltare gli appelli del domani, allenando i muscoli della Speranza. Aver condiviso un altro anno di incontri del cammino di Credo la Vita Eterna fatti di ascolto della Parola di Dio , di ascolto delle sofferenze degli altri , di agapi fraterne, di amicizia, di Eucarestie, ha trovato nei due giorni trascorsi a Romena una bellissima conferma : guardare con Speranza al futuro è l’impossibile che diventa possibile, non per sopravvivere ma per cercare di vivere in pienezza.

Da questo intreccio di esperienze e di riflessioni, deriva anche un contributo al cammino sinodale in atto.Le persone che non vogliono rimanere sopraffatte sotto il mantello del lutto, spesso isolate nel loro dramma, senza aspettative e sovente arrabbiate con Dio, interpellano la Chiesa locale e chiedono accoglienza, e condivisione, anche silenziosa ma vicina.

Oltre al conforto e all’amicizia la comunità cristiana aiuti a vedere motivi di speranza, pur tra i dubbi e le inevitabili crisi, anche di fede che l’impatto con la morte di un proprio caro comporta.Sono richiesti spazi, tempi e modalità che sviluppino il valore aggiunto del dialogo fra le persone che condividono queste situazioni di fragilità.  Desiderano ascolto della Parola di Dio  annunciata e spezzata con grande  attenzione alle domande radicali che sorgono di fronte alla morte ,per portare con delicatezza i fratelli e le sorelle in lutto dal buio dell’assenza e del non senso ,alla luce della Speranza nella Vita Eterna.

GIOVANNI ROMPIANESI